Il caso risolto in via stragiudiziale presso l’Hotel House di Porto Recanati (MC).
Negli ultimi anni, grazie alla riforma introdotta dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), anche i debitori civili in grave difficoltà economica possono liberarsi definitivamente dai propri debiti. Una delle novità più importanti è contenuta nell’articolo 283, dedicato alla cosiddetta esdebitazione del debitore incapiente.
COSA PREVEDE L’ART. 283 DEL CODICE DELLA CRISI
La norma riconosce il diritto del debitore persona fisica che si trovi in una condizione di assoluta e accertata incapacità patrimoniale e reddituale – cioè senza beni immobili o beni mobili registrati e con redditi insufficienti a soddisfare i creditori – di ottenere la liberazione dai debiti residui anche senza alcun pagamento, purché:
• dimostri la propria buona fede e collaborazione con i creditori;
• non abbia già usufruito dell’esdebitazione nei cinque anni precedenti;
• e non abbia contratto i debiti in modo fraudolento o con dolo.
In sostanza, si tratta di una misura di seconda possibilità, pensata per chi, non avendo più nulla, non può nemmeno accedere agli altri strumenti di composizione della crisi (come il piano del consumatore o l’accordo di ristrutturazione).
IL CASO: RESIDENTE ALL’HOTEL HOUSE DI PORTO RECANATI CON UN DEBITO DI OLTRE € 100.000
Il Sig. Youssef (nome di fantasia per preservare la privacy), cittadino marocchino naturalizzato italiano, aveva acquistato nel 2011 un piccolo appartamento all’interno del complesso Hotel House di Porto Recanati (MC), tristemente noto per il suo degrado abitativo e sociale. A causa della perdita del lavoro presso una pescheria, non era più riuscito a sostenere le rate del mutuo. L’immobile era stato successivamente venduto all’asta presso il Tribunale di Macerata, ma il ricavato — appena € 10.000,00 — non era bastato a coprire il debito residuo di € 103.258,00 nei confronti della DoValue S.p.A., cessionaria del credito. Oggi Youssef vive in Italia solo quattro mesi all’anno, lavorando stagionalmente come lavapiatti con un reddito di circa € 500 mensili, senza possedere beni mobili o immobili. Una situazione di piena incapienza ai sensi dell’art. 283.
LA SOLUZIONE STRAGIUDIZIALE: SALDO E STRALCIO A € 2.000,00
In qualità di suo legale, ho ritenuto opportuno evitare il ricorso al Tribunale e ho proposto a DoValue una soluzione bonaria e definitiva: il pagamento a saldo e stralcio di € 2.000,00, somma versata direttamente dal datore di lavoro di Youssef, a fronte del debito complessivo di oltre € 103.000,00. Nella proposta ho chiarito che, in mancanza di accettazione, avrei proceduto con ricorso ex art. 283 CCI per ottenere l’esdebitazione giudiziale. La società creditrice ha accettato la proposta, come confermato dalla quietanza liberatoria rilasciata in data 24 settembre 2025, (allegato) consentendo così al Sig. Youssef di chiudere definitivamente la propria posizione debitoria.
UN RISULTATO CONCRETO E UN SEGNALE DI SPERANZA
Questo risultato dimostra che, anche senza dover intraprendere un procedimento giudiziale, è possibile negoziare soluzioni vantaggiose per i debitori in reale stato di bisogno, soprattutto quando sussistono i presupposti previsti dall’art. 283. Molti residenti dell’Hotel House o di altri complessi in situazioni simili possono trovarsi nelle stesse condizioni del Sig. Youssef. Chi si trova sovraindebitato e incapiente può oggi ricominciare da zero, liberandosi da debiti che non potrà mai realisticamente estinguere.
CONSULENZA LEGALE
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