Ultime Pubblicazioni:
Home / Iniziative Culturali / Tamara de Lempicka, icona Anni ’20
Tamara de Lempicka, icona Anni ’20
Conferenza Tamara de Lempicka icona anni venti | Avvocato Gianluca Mengoni

Tamara de Lempicka, icona Anni ’20

Unitre e Civica Galleria del Figurino Storico organizzano la conferenza “Tamara de Lempicka, icona Anni ’20” sulla pittrice polacca Tamara de Lempicka, tra le più importanti protagoniste del movimento artistico dell’Art Decò negli anni ’20.

Relatore Avv. Gianluca Mengoni.

L’evento, a partecipazione gratuita, si terrà sabato 10 novembre 2018 ore 17 presso la sala Unitre – P.zza S. Agostino n.2 di Osimo; per informazioni è possibile rivolgersi al numero 3474109169 oppure via email info@avvocatogianlucamengoni.it.

Un’occasione davvero importante per conoscere questa pittrice, in quanto in Italia sono stati ad oggi davvero pochi gli eventi culturali su questa artista, unica nel suo genere e dal tratto inconfondibile.

L’avvocato Gianluca Mengoni ricoprirà il ruolo di relatore della conferenza che ospiterà tra l’altro un’esposizione delle copie dei più famosi dipinti della pittrice.

Vi aspettiamo numerosi! 😉
Ecco il link per seguire l’evento su facebook: https://www.facebook.com/events/206210953477868/

▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬

Post-evento

Ringraziamo tutti i presenti, siete stati tantissimi, alcuni abbiamo scoperto anche aver fatto molta strada per poter partecipare… Grazie ancora! Pubblichiamo alcuni messaggi di coloro che hanno partecipato alla conferenza, ci hanno fatto davvero piacere e sono uno stimolo per migliorarci e per organizzare nuovi interessanti incontri!

Scrive Diana:
Sig. Mengoni anch’io sono un’appassionata di Tamara ed ero proprio curiosa!!! È stato un interessantissimo incontro!”

Scrive Martina:
“Buonasera Sig. Mengoni, sono la ragazza che ha partecipato al suo evento quest’oggi in Osimo, con la quale ha scambiato due parole prima dell’inizio… Volevo sinceramente complimentarmi con Lei a nome mio e di mio marito per come ha esposto i fatti… sono una grande seguace di questa icona dell’arte e mi piaceva molto l’idea di approfondire il contesto storico e la biografia che conoscevo solo a grandi linee… E devo dire che l’ha fatto egregiamente… Mio marito ed io mentre tornavano a casa, qui a Porto Sant’Elpidio, stavamo giusto dicendo quanto siano preziosi questi incontri culturali… Il nostro rammarico è che di giovani ce ne sono ben pochi… Ma siamo certi che grazie a questi eventi e soprattutto a coloro che hanno la passione e il coraggio di organizzarli, un giorno si riuscirà ad estendere questo meraviglioso patrimonio che abbiamo e che purtroppo è a molti ancora ignoto… pertanto siamo vivamente a ringraziarla per aver arricchito con la sua bellissima iniziativa il nostro bagaglio del sapere… Un caro saluto ed buona serata! Cristian & Martina”
 

“TAMARA DE LEMPICKA ICONA DEGLI ANNI ‘20”
di Rossana Giorgetti Pesaro (UNITRE OSIMO)

“Raccontare gli Anni ’20 con le opere di Tamara De Lempicka, non era un’impresa semplice, ma l’Avv. Gianluca Mengoni l’ha saputo fare egregiamente, grazie alla sua passione per l’arte e alla collaborazione dell’Unitre, da sempre sostenitrice della cultura, così ha affermato la presidente Mattioli dando il benvenuto all’oratore.

Alle 17 di sabato 10 novembre 2018, la Sala Santa Rosa era traboccante di un pubblico curioso e desideroso di aggiornarsi su quel periodo e su quella Artista, invogliato anche dalle copie dei dipinti della pittrice sulle pareti che rendevano più stuzzicante l’attesa. “Gli anni ‘20 sono stati la “decade dell’illusione” -così ha esordito l’avvocato- illusione che ha generato nella classi sociali medio alte, il desiderio di una vita fatta di benessere, di divertimento, di amore per tutto ciò che era moderno a cui si aggiungeva disprezzo per il passato e per i ricordi tragici della I° Guerra Mondiale”. Chi meglio di Tamara De Lempicka è l’emblema di quel periodo in cui la donna diventa trasgressiva ed emancipata e la cultura lesbica è di moda? Lei ha il merito di aver immortalato tutto ciò nelle sue opere.

Servendosi di slides, Mengoni ha evidenziato le caratteristiche di quegli anni chiamati “Ruggenti”, nel ritorno alla normalità politica dopo la guerra,l’evoluzione femminile,l’esplosione del charleston e la nascita dell’Art Deco. L’automobile, il cinema, la radio e altre modernità, producono prosperità soprattutto in America, Francia e Inghilterra, mentre le donne acquistano più libertà, portando i pantaloni, tagliandosi i capelli alla maschietta, fumando, guidando le auto e vestite di frange e lustrini, scatenandosi nella danza del momento. Gli uomini, dal canto loro, mirano al denaro non legato al lavoro ma ad audaci attività speculative che nell’ottobre del 1929 faranno crollare la Borsa causando una crisi nel mondo capitalistico che dall’America si diffonderà fino all’Europa. Ed è in America che il Proibizionismo fa aumentare la criminalità, facendo balzare agli onori della cronaca figure come Al Capone.

Nel frattempo, nella pittura, nell’architettura, e nei palazzi pubblici si evidenzia un nuovo stile: l’Art Deco, caratterizzata da forme classiche, geometriche e plasticità nelle figure. Il simbolo più rappresentativo di questo contesto è Tamara De Lempicka, polacca, nata da famiglia ricca e frequentatrice di feste. Essendo amica della famiglia reale Russa, a San Pietroburgo, conosce Tadeusz Lempicki, nobile avvocato, lo conquista e lo sposa. Con la caduta degli zar, Tadeusz viene perseguitato, ma Tamara riesce a portarlo a Parigi, dove condurranno una vita di stenti fino a che Tamara, che ha frequentato Corsi di Pittura, allieva del pittore cubista André Lhote, espone al Salon d’Automne una sua tela “Le due amiche”, che sarà venduta al prezzo di 15.000 franchi. Finalmente arriva il benessere per Tamara che, trasferitasi a Montparnasse, conduce una vita mondana e si fa apprezzare dalla critica facendo ritratti di donne,le cui modelle diventano spesso sue amanti, scoprendo così l’amore saffico.

Le donne che dipinge, pur essendo diverse, hanno lo stesso aspetto tormentato e romantico, e in ciascuna di loro s’intravede Tamara, la cui vita è sempre stata offuscata dalla depressione. Usando un esiguo numero di colori, li fa risplendere con toni forti e lucidi Nel 1929 conosce Raul Kuffner, il suo secondo marito ebreo che riuscirà a portare a Parigi, dopo l’avvento di Hitler A seguito di un patto matrimoniale mantiene la sua libertà sessuale che sfoga con amanti donne e uomini e usando la cocaina. Ha oramai raggiunto fama e ricchezza ma a causa delle leggi razziali nel ’33, convince suo marito a vendere tutto e a rifugiarsi negli Stati Uniti, innamorandosi dei grattacieli, involucri di acciaio e cemento, che faranno da sfondo ai suoi quadri. Verrà anche in Italia dove avrà uno scontro con D’Annunzio che lei respingerà, dandogli del “vecchio nano in uniforme”, mentre il Vate la definirà “sgualdrina di classe”. Gli anni folli finiscono con l’avvento del Nazismo, le conquiste italiane in Africa e la Guerra civile in Spagna, per Tamara è l’inizio del declino,dopo la morte del marito,si trasferisce in Messico dove muore nel 1980. La figlia Kizette, più volte immortalata nei suoi quadri, spargerà le sue ceneri nel vulcano Popocatepti.”
 
 

▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬

su Tamara de Lempicka, fonte wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Tamara_de_Lempicka)
Tamara de Lempicka, nata Maria Gurwik-Górska (Varsavia, 16 maggio 1898 – Cuernavaca, 18 marzo 1980), è stata una pittrice polacca, appartenente alla corrente dell’Art Déco che ha saputo reinterpretare con il proprio stile originale e inconfondibile i canoni di questo movimento artistico.

Di origini russe e polacche, a seguito della prematura scomparsa del padre, visse con la madre e i suoi due fratelli e la nonna Clementine. Nel 1907 avviene il suo primo viaggio in Italia per accompagnare la nonna ed ha l’occasione di visitare le principali città d’arte italiane. In Francia, Tamara impara alcuni rudimenti di pittura per proseguire poi la sua formazione scolastica prima in Svizzzera e poi in un prestigioso collegio polacco di Rydzyna. L’anno successivo, alla morte della nonna, si trasferisce a San Pietroburgo dove conobbe Tadeusz Łempicki, che sposò nel 1916.

Durante la rivoluzione russa del 1918, suo marito venne arrestato dai bolscevichi, ma poi liberato grazie agli sforzi e alle conoscenze della giovane moglie. La situazione politica in Russia, spinse i Łempicka a trasferirsi a Parigi, dove nacque la figlia Kizette nel 1920. Tamara iniziò a studiare pittura alla Académie de la Grande Chaumiere e alla Académie Ranson con maestri come Maurice Denis e André Lhote. Qui affinò il suo stile personale, fortemente influenzato delle istanze artistiche dell’Art Déco, ma al contempo assai originale. Nel 1922 espone al Salon d’Automne, la sua prima mostra in assoluto. In breve tempo divenne famosa come ritrattista col nome di Tamara de Lempicka. Nel 1928 divorziò dal marito.

Fu anche ospite di Gabriele D’Annunzio al Vittoriale, rifiutando i suoi continui tentativi di seduzione. Dopo aver viaggiato in molti paesi europei, in particolare Italia e in Germania, all’inizio della seconda guerra mondiale si trasferì a Beverly Hills in California con il secondo marito, il barone Raoul Kuffner de Diószegh (1886-1961), che aveva sposato nel 1933. Nel 1943 si spostarono nuovamente, questa volta a New York, dove la pittrice continuò la sua attività artistica.

Dopo la morte del barone Kuffner nel 1961, Łempicka andò a vivere a Houston in Texas, dove sviluppò una nuova tecnica pittorica consistente nell’utilizzo della spatola al posto del pennello. Le sue nuove opere, vicine all’arte astratta, vennero accolte freddamente dalla critica, tanto che la pittrice giurò di non esporre più i suoi lavori in pubblico. Nel 1978 si trasferì a Cuernavaca in Messico. Morì nel sonno il 18 marzo 1980. Come da sua volontà, il suo corpo venne cremato, e le ceneri vennero sparse sul vulcano Popocatépetl

Riguardo Gianluca Mengoni

Scorri in cima