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L’assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar
L’assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar | Avvocato Gianluca Mengoni

L’assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar

Unitre e Civica Galleria del Figurino Storico organizzano la conferenza “L’assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar” incentrata sul più grande narcotrafficante della storia.

Relatore Avv. Gianluca Mengoni.

Dopo “Tamara De Lempicka, icona anni venti”, nella prossima conferenza avremo il piacere di raccontare un’altra figura iconica, questa volta appartenente al mondo del crimine: Pablo Escobar.

Durante il convegno dal titolo: “L’ASSENZA DELLO STATO GENERA MOSTRI: PABLO ESCOBAR” come nel precedente evento, il personaggio di Pablo Emilio Escobar Gaviria verrà esaminato nel contesto storico di appartenenza, quello della Colombia degli anni ’70-’80, per poi passare alla narrazione vera e propria della sua vita e infine alle riflessioni conclusive, in cui il nodo centrale sarà, come già anticipa il titolo, stabilire chi effettivamente sia “il mostro”.

Chi è il mostro: lo Stato Colombiano, paese dove corruzione e illegalità dilagavano imperversi ed il popolo era abbandonato a se stesso, oppure Pablo Escobar, il più grande narcotrafficante della storia, che impiegava parte dei suoi proventi illeciti per aiutare la povera gente, dando loro case, ospedali e servizi sociali?

Un personaggio molto amato dal popolo di Medellìn: una particolare devozione che lo renderà differente e forse più pericoloso rispetto agli altri criminali…

L’evento, a partecipazione gratuita, si terrà sabato 30 marzo 2019 ore 17 presso la sala Unitre – P.zza S. Agostino, 2 di Osimo; per informazioni è possibile rivolgersi al numero 3474109169 oppure via email info@avvocatogianlucamengoni.it

L’avvocato Gianluca Mengoni ricoprirà il ruolo di relatore della conferenza. Vi aspettiamo numerosi! 😉
Ecco il link per seguire l’evento su facebook: https://www.facebook.com/events/2035904796525293/
 

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Alcune foto della conferenza

L'assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar - Escobar moderno Robin Hood? L'assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar - Escobar e la carriera politica L'assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar - Morte di Escobar L'assenza dello Stato genera mostri: Pablo Escobar - Morte di Escobar (clicca sulle immagini per ingrandire)

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su Pablo Escobar, fonte wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Escobar
Pablo Emilio Escobar Gaviria nacque a Rionegro, il terzo di sette figli dell’agricoltore Abel de Jesús Escobar Echeverri e Hermilda Gaviria, un’insegnante di scuola elementare. Da adolescente crebbe per le strade di Medellín. Cominciò la sua carriera criminale commettendo piccoli furti e truffe. Nel 1974 venne arrestato per furto d’auto, in seguito al quale venne trasferito nel carcere di Ladera, dove incontrò un importante contrabbandiere del luogo, Alberto Prieto. Dopo la scarcerazione, Escobar cominciò a lavorare per Prieto e, grazie al contrabbando, venne a conoscenza del nascente business della cocaina, nel quale iniziò a diventare protagonista nel 1975. La sua fama crebbe dopo che un narcotrafficante di Medellín, noto come Fabio Restrepo, fu assassinato nel 1975 – apparentemente proprio da Escobar – dopo aver acquistato 14 chilogrammi di droga. In seguito gli uomini di Restrepo furono informati che da quel momento avrebbero lavorato per Escobar. Quando il suo business guadagnò notorietà, Escobar divenne noto a livello internazionale. Corruzione e intimidazione caratterizzavano il sistema colombiano durante l’apogeo di Escobar. Egli praticava un’efficace strategia nota come “plata o plomo”, in spagnolo letteralmente argento (soldi) o piombo, che consisteva nel proporre una alternativa a chi trovava sulla sua strada: lasciarsi corrompere o morire. Per applicare questa strategia, controllare le operazioni, ‘eliminare’ gli informatori, gli infiltrati o semplicemente chi potesse intralciare i suoi affari, Escobar si circondò fin dai primi anni di un gruppo di guardie personali, perlopiù giovani provenienti dalle comunas, che avevano il compito di organizzare gli spostamenti del capo, salvaguardare la sicurezza nella sua tenuta Napoles e, soprattutto dalla fine degli anni ’80, organizzare omicidi, stragi con autobombe, sequestri. Quando il suo impero raggiunse la massima espansione, la rivista Forbes stimava che egli fosse il settimo uomo più ricco del mondo, controllando l’80% della cocaina del mondo e il 20% delle armi illecitamente circolanti. La sua organizzazione possedeva flotte di aerei, navi, veicoli costosi, così come ricche proprietà e vasti appezzamenti di terreno: le stime indicano che il cartello di Medellín incassasse 30 miliardi di dollari l’anno al suo momento più alto (circa 80 milioni di dollari al giorno). Ciò nonostante, Escobar era considerato un eroe per molti abitanti di Medellín, si trovava a suo agio nelle relazioni con il pubblico e riuscì ad accreditarsi la fama di benefattore dei poveri al fine di ottenere consenso politico. Fanatico degli sport, fece costruire stadi di calcio sponsorizzando squadre locali, ma anche scuole e ospedali, coltivando così la sua immagine anche nella veste di “Robin Hood” distribuendo talvolta denaro ai poveri in cambio di fedeltà. La popolazione di Medellín, infatti, lo aiutava spesso fornendogli coperture, nascondendo informazioni alle autorità, o in ogni altro modo. Pablo Escobar, interessato a essere amato quanto temuto, venne così mitizzato da buona parte della popolazione povera colombiana nonostante le stragi senza precedenti di civili, poliziotti e militari colombiani di cui era responsabile…

Riguardo Gianluca Mengoni

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